Top e senior manager di Roche ed esperti del mondo della ricerca incontrano gli studenti universitari e si confrontano su competenze e percorsi professionali nel biotech.
In occasione della European Biotech Week 2026, Roche Italia ha aperto per il quarto anno consecutivo il Campus di Monza a studenti universitari e neolaureati interessati a conoscere da vicino le molteplici possibilità di carriera nelle biotecnologie.
L’Open Day “Innovazione oltre i confini: AI, percorsi di carriera e prospettive globali”, si è svolto nell’ambito della manifestazione promossa in Italia da Assobiotec-Federchimica con l’obiettivo di raccontare un metasettore – quello delle biotecnologie e delle biosoluzioni – che l’Unione Europea ha recentemente definito una delle aree più promettenti del secolo.
Le biotecnologie rappresentano, infatti, una filiera strategica per il Paese: secondo il rapporto Assobiotec-Federchimica “Il Biotech in Italia 2025”, realizzato con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, il comparto conta 5.869 imprese, 53,4 miliardi di euro di fatturato e 102.565 addetti, considerando tutte le aree applicative.
Tra le 122 professioni biotech analizzate, per il 61% è atteso un aumento della domanda nel periodo 2025-2035 e per oltre il 70% di quelle in crescita, è previsto un aumento della difficoltà di reperimento, in particolare nelle aree dati, bioinformatica, modellistica computazionale e ingegneria biomedica.
Un divario di competenze evidente anche nell’uso delle nuove tecnologie: il 61% dei medici specialisti dichiara di avere utilizzato strumenti di IA generativa nell’ultimo anno, ma solo il 2% possiede competenze buone o ottime in tutte le aree considerate e appena un professionista su tre ha seguito attività formative dedicate.
Temi che sono stati anche al centro dell’incontro promosso da Roche. Dopo l’intervento di apertura di Burçak Çelik, General Manager di Roche Diagnostics Italia, si è svolta una tavola rotonda che ha offerto a oltre 100 studenti provenienti da 15 atenei italiani un’opportunità di confronto diretto con il top e senior management aziendale e con esperti del settore.
Il dibattito emerso è stato l’occasione per approfondire le concrete applicazioni dell’IA nel biotech, l’analisi dei dati a supporto delle decisioni e le sfide dell’accesso all’innovazione.
“Aprire le porte del nostro Campus significa costruire un ponte tra università e impresa. Incontrare i giovani prima del loro ingresso nel mondo del lavoro ci permette di condividere non solo le opportunità di oggi, ma una visione per il domani. – dichiara Sara Giussani, People & Culture Pharma Head di Roche S.p.A – Il futuro delle biotecnologie richiederà professionisti capaci di fondere competenze scientifiche, tecnologiche e umane. Se l’intelligenza artificiale e i dati trasformano i nostri processi, saranno sempre la curiosità, il pensiero critico e la collaborazione a tradurre la tecnologia in vera innovazione per i pazienti”.
La partecipazione alla tavola rotonda di Paolo Oliva, Ingegnere Biomedico di Humanitas, ha portato la prospettiva di chi lavora tra pratica clinica, ricerca e tecnologia. Il suo contributo ha mostrato come il dialogo tra specialisti e l’uso responsabile dei dati siano necessari per sviluppare strumenti che rispondano ai bisogni dei pazienti.
“Intelligenza Artificiale e tecnologia 3D di stampa additiva possono aiutare a leggere informazioni cliniche complesse e ad aprire nuove possibilità nella ricerca e nella diagnostica – afferma Oliva – ma questi strumenti generano valore quando competenze ingegneristiche e cliniche lavorano insieme e i risultati vengono valutati alla luce dei bisogni dei pazienti. È nell’integrazione tra persone, dati e metodo scientifico che l’innovazione diventa utile”.
La Biotech Week è stata lanciata in Canada nel 2003 ed è arrivata in Europa nel 2013 per volontà di EuropaBio – Associazione della bio-industria europea – in occasione del 60° anniversario della scoperta della struttura DNA.
È coordinata a livello nazionale da Assobiotec, Associazione nazionale di Federchimica per lo sviluppo delle biotecnologie. Dal 2016 la settimana è diventata Global: in diversi continenti si celebra, infatti, nello stesso periodo, questa ricorrenza dando vita a una vera e propria “Global Biotech Week”, a testimonianza di quanto le biotecnologie rappresentino una risorsa senza confini, capace di offrire soluzioni alle grandi sfide della società a livello mondiale.
