Le variazioni di due geni coinvolti nelle vie ormonali intestinali, che regolano appetito e digestione, possono aiutare a spiegare i diversi esiti o effetti collaterali sulla perdita di peso quando si assumono farmaci a base di peptide simile al glucagone (GLP1).

 

 

Le variazioni di due geni coinvolti nelle vie ormonali intestinali, che regolano appetito e digestione, possono aiutare a spiegare i diversi esiti o effetti collaterali sulla perdita di peso quando si assumono farmaci a base di peptide simile al glucagone (GLP1).

I risultati, pubblicati su Nature, potrebbero supportare futuri sforzi per utilizzare le informazioni genetiche a guidare le scelte terapeutiche per l’obesità.

Gli agonisti del recettore GLP1, tra cui il semaglutide e il tirzepatide, sono medicine che imitano gli ormoni naturali dell’intestino.

Questi farmaci aiutano a regolare l’appetito, il rilascio di insulina e la digestione, e sono diventati ampiamente utilizzati per trattare l’obesità.

Tuttavia, le ragioni per cui alcune persone perdono più peso di altre, o per cui alcune sperimentano effetti collaterali come nausea o vomito, sono rimaste sfuggenti.

Per cercare una potenziale base genetica a questi vari esiti, Adam Auton e colleghi hanno condotto studi di associazione genomica a livello genomico utilizzando dati auto-riportati di 23andMe da 27.885 persone che assumevano farmaci GLP1.

Gli autori hanno scoperto che la variante del recettore GLP1 rs10305420 era associata a una diminuzione leggermente maggiore dell’indice di massa corporea (perdita dello 0,641%), corrispondente a circa 0,76 kg di peso extra perso per allele negli individui che portano questa variante rispetto a quelli che non ne possiedono

Un’altra variante (rs1800437, nel gene del recettore polipeptidico inibitore gastrico) era associata a nausea e vomito legati ai farmaci nelle persone che assumevano tirzepatide, ma non era associata a quanto peso perse.

Questi risultati suggeriscono che differenze genetiche nei geni target dei farmaci possano contribuire al motivo per cui le persone rispondono in modo diverso ai farmaci GLP1.

Tuttavia, gli autori osservano che diversi fattori non genetici sono anche fortemente associati agli esiti del trattamento — tra cui sesso, età e quale farmaco GLP1 una persona assume — e questi restano importanti indicatori di quanto peso le persone perdono.

Gli effetti della genetica appaiono modesti e sono necessarie ulteriori ricerche utilizzando dataset più ampi e a lungo termine per comprendere come le informazioni genetiche possano supportare decisioni cliniche in futuro.