Ancora sicurezza e privacy al centro della discussione.
Ma che fine ha fatto l’App Immuni, che doveva essere risolutiva ai fini del controllo della pandemia e che poi è scomparsa dai mirini dell’informazione?
E ora che vi sono segnali di un coronavirus più buono, se non addirittura scomparso come dice Alberto Zangrillo, direttore di Terapia Intensiva al San Raffaele di Milano, servirà ancora l’app Immuni? Un documento rilasciato ufficialmente sulla celebre piattaforma GitHub rivela come sarà la App Immuni e il suo funzionamento. Ecco tutti i dettagli.
Un documento rilasciato su GitHub da Luca Ferrari, CEO e cofondatore di Bending Spoons, scioglie alcuni dei nodi più importanti sulla App Immuni. Come sappiamo questa sarà la App ufficiale per il tracciamento dei rischi di contagio da Coronavirus. Sempre che poi resti questo obiettivo.
App Immuni, sicurezza e privacy al centro della discussione
La App verrà rilasciata sotto licenza Open Source, nel dettaglio la GNU Affero General Public License versione 3. Al di là degli aspetti tecnici, significa che chiunque potrà accedere al codice sorgente, identificare eventuali problemi e segnalarli tempestivamente. Inotre, per quanto riguarda la privacy, il documento ufficiale ha una sezione dedicata, che merita di essere approfondita. Gli aspetti fondamentali sono: non saranno raccolti dati personali, non saranno raccolti dati sugli spostamenti e i dati salvati sul dispositivo saranno crittografati. Tutti i dati raccolti verranno cancellati appena non saranno più considerati rilevanti, quindi, secondo il documento, nel giro di qualche settimana dalla raccolta. I dati verranno gestiti dal Ministero della Salute. Per esempio, possiamo sapere quando è attiva e disporrà di un controllo per riattivarla nel caso in cui si dovesse bloccare. I dati verranno caricati con la supervisione di un operatore sanitario, fornendo un codice univoco. La App fornirà anche un riepilogo dei dati caricati.
Che cosa succede se segnala un potenziale contagiato?
In caso di rilevamento di un potenziale contagio, la App Immuni guiderà l’utente e gli suggerirà i comportamenti corretti da seguire. Il funzionamento si basa sul concetto di prossimità: quando due dispositivi con la App attiva entrano nell’area di contatto, si scambiano le informazioni essenziali. Nel caso in cui qualcuno si riveli positivo, tutte le persone contattate verranno avvisate, sempre in modo anonimo. Secondo la documentazione la App prevede anche un tempo minimo di contatto (per evitare per esempio di ricevere una segnalazione per qualcuno che abbiamo incrociato per dieci secondi sul marciapiede).
Facile da usare e da gestire?
I permessi che dovremo dare alla App sul nostro dispositivo saranno tutti espliciti e gestiti attraverso una procedura guidata. I requisiti di funzionamento minimi non sono ancora stati dichiarati, ma è probabile che sia necessario avere a disposizione una versione recente del sistema operativo. In ogni caso sembra ci sarà una procedura guidata anche per aggiornare i servizi necessari.
Chiarezza dopo le critiche?
Da quando è stata annunciata, la App è stata al centro di diverse critiche da parte dei detrattori, preoccupati soprattutto per la scarsa chiarezza in termini di tutela della privacy e protezione dei dati personali. La comunità informatica italiana inoltre aveva sempre manifestato preoccupazioni proprio in merito al fatto che si temeva un rilascio con codice sorgente chiuso. Il documento pubblicato risolve molti di questi dubbi, per fortuna in positivo. Ma ancora la sezione del documento dedicata alla sicurezza non è completa, tuttavia la presenza di informazioni ufficiali, oltretutto su una piattaforma di accertata credibilità come GitHub, è un ottimo passo avanti. Gli esperti peraltro sono al lavoro per identificare, e annotare, eventuali criticità a vantaggio di tutti. In particolare, per rendere comprensibili all’opinione pubblica in generale le informazioni del documento per addetti ai lavori.
