WALCE APS (Women Against Lung Cancer in Europe) celebra il Ventennale con un’attenzione a quanto fino ad oggi realizzato, ma proiettata al futuro a vele spiegate. Dal 2006, proprio negli anni di maggiore innovazione nella storia dell’oncologia toracica, l’Associazione promuove prevenzione e informazione rigorosa ed è al fianco di chi riceve una diagnosi di tumore del polmone con ascolto e vicinanza concreta.
Trasformare il tumore del polmone in una malattia cronica per un numero sempre maggiore di pazienti. È l’obiettivo intorno a cui lavora da decenni la ricerca e che si sta avvicinando grazie alle innovazioni nelle terapie e nei metodi di diagnosi. Negli ultimi 10-15 anni la mortalità globalmente considerata si è ridotta di percentuali rilevanti, fino al 24%, con una contrazione ancora più marcata (registrata tra il 2006 e il 2021) nella fascia 20-49 anni; 35,5% negli uomini e del 46,4% nelle donne. Ma il dato di sopravvivenza a 5 anni – 16% negli uomini e 23% nelle donne – colloca tuttora questa neoplasia tra quelle a prognosi più severa. Come sottolinea il Libro Bianco AIOM 2025, «la strada da fare è ancora molto lunga e impegnativa, e la prevenzione rimane l’arma più importante».
È questo lo scenario in cui nel 2006 è nata e cresciuta WALCE APS – Women Against Lung Cancer in Europe che celebra il traguardo dei suoi primi 20 anni con un’attenzione a quanto fino ad oggi realizzato, ma proiettata al futuro a vele spiegate.
Gli eventi programmati per celebrare il Ventennale di WALCE, inaugurati oggi a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte, durante un incontro con la stampa, si sviluppano nella prima settimana di novembre, mese mondiale di sensibilizzazione sul tumore del polmone.
Quattro giornate nel cuore di Torino con un programma fitto, finalizzato a rafforzare la rete di alleanze tra pazienti, caregiver, professionisti sanitari, Istituzioni e società scientifiche, ponendo al centro i pilastri fondanti dell’Associazione: il valore della persona, la partecipazione attiva, l’ascolto, la prevenzione primaria, il diritto ad un’informazione rigorosa e l’advocacy per un equo accesso all’innovazione per i pazienti, ovunque risiedano, perché nessuno di loro resti indietro. L’anniversario sarà un’occasione di ––internazionale.
«20 anni non vogliono e non devono essere un traguardo, ma devono essere vissuti come una tappa – dichiara Silvia Novello, Professore Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università degli Studi di Torino, Responsabile SCDU Oncologia Medica, Dipartimento di Oncologia AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano e Presidente WALCE – perché molto resta ancora da fare, a partire dal motivo che ha portato all’attribuzione del nome di questa Associazione: i numeri nella popolazione femminile sono tuttora in crescita. Nella nostra rotta sono stati fondamentali i tanti rapporti con le Aziende e con le Istituzioni, grazie ai quali molti progetti sono diventati realtà; il trovare punti d’incontro e direttive comuni con altre Associazioni, che ha reso molti messaggi più forti e solidi; e poi il sapersi dedicare alla patologia e ai cittadini in modo completo: dalla prevenzione alla diagnosi, dalla cura all’ascolto. WALCE è un “faro” in un oceano burrascoso. Il nostro impegno nei prossimi anni sarà rivolto a rafforzare la prevenzione primaria, a rendere lo screening strumento routinario per le persone a forte rischio, a ridurre concretamente le disuguaglianze nell’accesso alle cure per chi ha già una diagnosi di tumore polmonare».
Negli ultimi 20 anni, il trattamento del tumore polmonare, che per decenni si è avvalso della sola chemioterapia come standard di cura, è passato attraverso due rivoluzioni.
La prima rivoluzione terapeutica è partita con la caratterizzazione molecolare delle varie forme di tumore polmonare e le terapie a bersaglio molecolare; la seconda è legata all’arrivo dell’immunoterapia, attualmente trattamento standard sia nella malattia avanzata sia più di recente, negli stadi precoci. I trattamenti immunoterapici non hanno sostituito la chemioterapia ma, in molti casi, la affiancano. Q
ueste due rivoluzioni hanno cambiato radicalmente le prospettive per molti pazienti e stanno cambiando anche l’epidemiologia di questa neoplasia.
Novità molto promettenti su molti fronti sono arrivate dal recente ESMO 2026 che si è svolto a Madrid, dove sono stati presentati numerosi studi sperimentali con risultati assai incoraggianti e si è ribadita l’evoluzione del trattamento che si avvale oggi di sequenze terapeutiche, terapie adiuvanti e neo-adiuvanti, combinazioni di vecchi e nuovi farmaci, rendendo possibile il controllo per lunghi periodi della malattia avanzata e la guarigione delle forme iniziali.
Un’indicazione forte è quella per una caratterizzazione molecolare tempestiva e precisa, sia all’inizio, per la scelta del primo farmaco, sia in un secondo tempo, quando il farmaco può fallire e c’è la necessità di nuove scelte terapeutiche oggi disponibili.
E il presente getta già le basi per un futuro non troppo lontano aperto su un filone di ricerca d’avanguardia: il vaccino terapeutico.
«La rivoluzione c’è stata, è tuttora in atto, specie se riferita ai trattamenti farmacologici – racconta Massimo Di Maio, Presidente AIOM, Professore Ordinario di Oncologia Medica, Università di Torino e Direttore Oncologia Medica 1U AOU Città della Salute e della Scienza di Torino – fino a 20 anni fa avevamo solo la chemioterapia che, ovviamente, ha un ruolo importante, però è globalmente associata a risultati modesti in termini di efficacia. Una tappa significativa del cambiamento di scenario è la trasformazione dell’approccio di cura: da una patologia che sulla base della diagnosi istologica poteva contare su un trattamento uguale per tutti i pazienti si è passati ad una patologia in cui il trattamento può essere molto diverso da paziente a paziente, perché la scelta terapeutica oggi è preceduta da una caratterizzazione molecolare del singolo tumore. Al recente Congresso ESMO 2026 a Madrid – sottolinea Di Maio – sono stati presentati risultati incoraggianti, in particolare per una patologia particolarmente sfidante e dalla prognosi complessa come il microcitoma, che per molti anni non si è giovata di innovazioni, e diversi studi interessanti su trattamenti a bersaglio molecolare in varie tipologie di tumore polmonare; questo ci ricorda l’importanza di una caratterizzazione molecolare tempestiva e precisa».
L’evoluzione progressiva del tumore polmonare in malattia cronica ha ricadute in termini di gestione clinica e terapeutica, ma anche in termini di aspettativa e prospettive di vita per i pazienti.
«20 anni fa, soprattutto nella malattia metastatica, avevamo poche opzioni terapeutiche e risultati limitati: oggi, invece, per una quota di pazienti, possiamo ragionare in termini di anni di controllo della malattia, di sequenze terapeutiche, di progetti personali e familiari che continuano – spiega Lucio Buffoni, Direttore Dipartimento Funzionale Oncologico (DFO), Direttore SC Oncologia ed Ematologia Oncologica, Responsabile Screening Valle d’Aosta Ospedale Umberto Parini, Aosta – Il termine “cronicizzazione” descrive questo cambiamento: non sempre possiamo eliminare definitivamente il tumore, ma in alcuni casi possiamo controllarlo a lungo, con trattamenti che si adattano all’evoluzione della patologia. Tuttavia, non possiamo dire ancora che il tumore del polmone sia diventato una malattia cronica, quanto piuttosto che esistono gruppi di pazienti nei quali questo obiettivo è oggi concretamente raggiungibile».
Prevenzione primaria, screening e superamento delle disuguaglianze di accesso restano sfide ancora aperte e cruciali; il fumo di tabacco resta il principale fattore di rischio modificabile del carcinoma polmonare. Fondamentale intercettare la malattia prima che si manifesti, quindi nella fase più precoce possibile. Nei soggetti ad alto rischio (forti fumatori ed ex fumatori) lo screening con TC del torace a basso dosaggio ha dimostrato, in studi randomizzati, di ridurre la mortalità per tumore del polmone. Come rendere accessibile la diagnosi precoce alle persone che ne trarrebbero maggior beneficio è la vera domanda. «Il tabagismo è responsabile dell’85% almeno dei tumori polmonari clinicamente diagnosticati, ma il fumo in generale è causalmente associato ad oltre 20 tipi di tumore solido. Trattandosi di patologie gravate da un elevato tasso di mortalità e notevole impatto sulla salute pubblica, un intervento di prevenzione è ad oggi davvero urgente al fine di limitarne la disseminazione – sottolinea Enrica Capelletto, Dirigente Medico presso SSD Oncologia Toracica AOU San Luigi Gonzaga Orbassano (TO), Dipartimento di Oncologia, Università di Torino – Per quanto riguarda i dati ad oggi disponibili sulla diffusione e sicurezza dei nuovi dispositivi elettronici per il fumo, o più in generale i nuovi prodotti a base di nicotina percepiti come “a basso rischio” dai più giovani, non esiste ad oggi una regolamentazione. Sappiamo che il vapore che ne scaturisce contiene sostanze irritanti per le vie aeree e numerose sostanze cancerogene certe, ma ancora mancano dati scientifici certi che possano descriverli come del tutto privi di rischi per la salute».
I numeri di WALCE e i principali eventi per i 20 anni
I numeri di WALCE raccontano 20 anni di impegno e azione concreta: oltre 1.000 associati volontari; più di 2.500 pazienti supportati attraverso incontri, corsi, laboratori, eventi; 6.000 classi raggiunte con 25.000 alunni delle scuole primarie e secondarie; più di 40 campagne, iniziative di sensibilizzazione e appuntamenti annuali; più di 6.000 spirometrie e oltre 22.000 visitatori nelle piazze di tutta Italia ed Europa; a questo si aggiungono innumerevoli cortometraggi e libretti informativi.
Il calendario dei principali eventi e delle iniziative dedicate al traguardo storico di WALCE include il tradizionale appuntamento del Be Mutual Days giunto all’ottava edizione, dal titolo “Oncogene Driven Cancers: the new paradigm” (5 novembre 14.00-16.35 e 6 novembre 8.45-13.00, presso l’Hotel NH Collection Torino Santo Stefano, Via Porta Palatina 19, 10122 Torino). L’evento si articola in due giornate e riunisce da tutta Italia centinaia di partecipanti; anche quest’anno sono previste numerose relazioni scientifiche con esperti internazionali, testimonianze di pazienti e caregiver.
Da questo modello unico e concreto di patient engagement sono emersi negli anni i bisogni reali dei pazienti e numerosi progetti.
«Nel 2024, quando ero già in terapia, arrivo all’incontro del Be Mutual Days ed entro in questo mondo del tutto nuovo per me dove inizio a capire il significato di associazione e a farne parte – testimonia Grazia Casella, paziente associata WALCE – è stata una bellissima scoperta, intorno a me altri pazienti, famigliari, amici, medici, infermieri, ricercatori. Vivere questa esperienza cambia completamente la posizione e il ruolo del paziente. Mi sentivo e oggi mi sento non solo al centro di un sistema, ma a fianco del sistema, partecipando attivamente a tutto ciò che ruota attorno alla malattia e al percorso di cura. Noi pazienti abbiamo bisogno di informazioni sicure, chiare, comprensibili; l’informazione è la base, e WALCE cura moltissimo proprio questo aspetto».
“Dalla ricerca alla cura: vent’anni di progressi e nuove sfide” è il tema del Convegno scientifico previsto per sabato, 7 novembre (Hotel NH Collection Torino Santo Stefano, via Porta Palatina 19, dalle 9.00 alle 17.30) che vedrà riuniti esperti di rilievo nazionale e internazionale per favorire uno scambio di conoscenze e buone pratiche, promuovere l’aggiornamento e la co-progettazione e delineare le sfide future dell’oncologia toracica.
Sempre il 7 novembre, e fino a domenica 8 novembre, la nuova tappa di “Esci dal Tunnel. Non bruciarti il futuro”, la campagna nazionale itinerante promossa da WALCE per la sensibilizzazione sui rischi legati al fumo e sulla prevenzione del tumore al polmone (Piazza Carlo Alberto dalle 10.00 alle 18.00).
La voce delle Aziende
Alessandra Dorigo, VP Head of Oncology AstraZeneca Italia
«Celebrare i 20 anni di WALCE dimostra quanto sia decisiva l’alleanza tra ricerca, aziende e Associazioni dei pazienti: la riduzione del 24% della mortalità per tumore del polmone negli ultimi dieci anni nasce da questo impegno condiviso, e AstraZeneca è orgogliosa di farne parte. Oggi la sfida è l’urgenza: fare in modo che le grandi innovazioni terapeutiche che la ricerca ci sta offrendo siano riconosciute per il loro pieno valore e raggiungano tutte le persone, nel più breve tempo possibile. Il futuro dell’oncologia polmonare si costruirà ancora così: ascoltando i pazienti, condividendo le evidenze, assumendosi ciascuno la propria parte. È il percorso che intendiamo proseguire insieme a WALCE e a tutti gli attori del sistema salute, per un impatto concreto su pazienti e sulla società».
Alessandra Baldini, Direttrice Medica, Innovative Medicine, Johnson & Johnson Italia
«Come Johnson & Johnson lavoriamo ogni giorno affinché ricerca e innovazione possano tradursi in risposte concrete ai bisogni di salute delle persone e generare un impatto reale sulla loro vita. Per raggiungere questo obiettivo, il dialogo e la collaborazione tra tutti gli attori del sistema salute sono fondamentali. In questo percorso, le Associazioni di Pazienti svolgono un ruolo essenziale: ascoltano e rappresentano i bisogni delle persone, contribuiscono a far emergere esigenze ancora non soddisfatte e favoriscono una sempre maggiore attenzione all’equità e all’appropriatezza dei percorsi di cura.
Per questo siamo orgogliosi di essere al fianco di WALCE APS in occasione di un traguardo così importante, che celebra 20 anni di impegno, ascolto e vicinanza alle persone con tumore del polmone e alle loro famiglie».
Tutte le attività e gli eventi del Ventennale sono stati realizzati grazie al contributo non condizionante degli sponsor.
Platinum – AstraZeneca e Johnson & Johnson; Gold – AMGEN, Bayer HealthCare Pharmaceuticals Inc., BeOne Medicines Italy, Bristol Myers Squibb, GlaxoSmithKline, Merck Healthcare KGaA, MSD Italia, Pfizer, Roche, Regeneron; Silver – Boehringer Ingelheim Italia, Daiichi Sankyo Italia, Novartis Pharma AG, PharmaMar, Pierre Fabre e Pierre Fabre Medicament, Takeda Italia, Thermo Fisher Scientific Inc., Sanofi Italia; Bronze – Accord HealthCare Italia, Eisai, Latterie Inalpi Nutrition, Lilly, Lundbeck Italia, Reale Mutua – Agenzia di Torino Cavour e la Donazione di Fondazione Val d’Aosta.
