Offerte sul libero mercato: “Immagino che i nostri servizi di Intelligence possano dare un contributo non irrilevante e fare tutti gli approfondimenti”.

 

L’Italia dovrebbe arrivare, entro la fine di marzo, a 13 milioni di dosi di vaccino ricevute dall’inizio della campagna vaccinale. Ad affermarlo è il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, durante la trasmissione Mezz’ora in più, su Rai 3: “La limitante di questa prima fase è stato il numero di dosi che sono state rese disponibili. Ne abbiamo avute 4 milioni e 700 mila, ne abbiamo usate circa i 3/4 – rispetto ai 6 milioni indicati inizialmente – altre dosi (7 milioni e 700 mila) sono attese a marzo. Per numero di dosi somministrate e popolazione siamo il secondo paese in Ue dopo la Germania, primo per popolazione vaccinata con doppia dose”. Il ritardo nell’arrivo delle dosi, sottolinea Locatelli, “non è un problema che riguarda solo l’Italia, ma tutta l’Europa. Noi dobbiamo farci trovare pronti con la macchina organizzativa e distributiva”.

Il presidente del Consiglio superiore di sanità parla anche della situazione epidemiologica in Italia e della diffusione delle varianti: “Che la variante inglese diventi nella prossima settimana prevalente nel paese è largamente prevedibile. L’indice di trasmissibilità è del 39% superiore e questo è un dato di questa settimana. Fortunatamente al momento il riverbero sul numero dei contagi è stato limitato, non abbiamo avuto un’esplosione di nuovi casi. Credo che andare ad agire in maniera selettiva sulle aree possa essere una strategia, anche perché non esiste solo la variante inglese ma anche quella sudafricana e brasiliana”.

Tornando sul tema dei vaccini, Locatelli parla dei casi di offerte sul libero mercato: “Immagino che i nostri servizi di Intelligence possano dare un contributo non irrilevante e fare tutti gli approfondimenti” su questi casi, secondo Locatelli. “Sarebbe meritevole di un approfondimento, faccio fatica a credere che industrie come quelle che hanno il vaccino approvato abbiano sostenuto meccanismi del genere”, afferma ancora il presidente del Consiglio superiore di sanità.

 

 

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