Tre su dieci sviluppano depressione in forma grave. 43 anni l’età media di chi chiede assistenza psicologica. Sei su dieci sono donne.

 

Dall’osservatorio speciale di Fondazione Soleterre – che ha creato una rete di psicologi e psicoterapeuti presenti in 14 regioni italiane – emerge l’evidenza di una maggior presenza di donne adulte quarantenni che fanno richiesta di assistenza psicologica. Il 66% dei pazienti è di sesso femminile, l’età media dell’utenza si attesta a 43 anni e si tratta per il 88% di persone non colpite direttamente (in senso clinico) dal Covid-19.

Ad oggi hanno usufruito del servizio di Fondazione Soleterre 2.758 persone – di cui 1.437 minori nelle scuole, 168 genitori, 288 insegnanti, 515 membri del personale sanitario, 85 pazienti Covid-19, 83 loro familiari e 182 persone che non hanno contratto il virus o lavorato in reparti Covid-19 ma che hanno subìto le conseguenze psicologiche della pandemia – per un totale di 2.833 colloqui effettuati in 11 mesi – di cui 378 svolti in ospedale, 2.168 da remoto o in presenza su tutto il territorio nazionale e 287 incontri nelle scuole.  

Il servizio, accessibile chiamando il numero di centralino 335 7711805, prevede un ciclo di 8 incontri gratuiti in presenza o da remoto con uno degli psicologi o psicoterapeuti della rete di Fondazione Soleterre. Sono 165 le richieste di aiuto urgente arrivate al centralino, con un picco di 53 chiamate nel mese di Novembre 2020 e 45 nel mese di Dicembre 2020, i mesi “caldi” della seconda ondata Covid-19.

In fase di triage ai pazienti è stato sottoposto un test per rilevare la presenza di sintomi trasversali da stress post-traumatico Covid-19 e poter così delineare la tipologia di percorso terapeutico più adatta. Dei 148 test eseguiti ad oggi emerge che il 34% ha sviluppato depressione in forma grave, il 24% ha sviluppato rabbia in forma grave, il 45% ha sviluppato ansia in forma grave, il 24% ha riscontrato alterazioni del sonno in forma grave e il 24% ha fatto uso di sostanze in forma grave.

“A partire dall’11 marzo 2020, dalla dichiarazione ufficiale di pandemia da Covid-19 da parte dell’Organizzazione Mondiale della Salute, Fondazione Soleterre ha lavorato per garantire in forma gratuita cure di supporto psicologico di massima qualità a tutta la popolazione italiana, partendo dai pazienti con Covid-19 e dagli operatori sanitari impegnati a salvare le loro vite. Un’esperienza completamente autofinanziata che non è costata 1 euro al Sistema Sanitario Nazionale. I Fondi sono stati prevalentemente donati da Fondazioni non italiane e questo lascia molti margini di riflessione su come la salute mentale, in Italia, sia ancora lontana dall’essere qualcosa di percepito come fondamentale per potere definire un individuo “in salute” – racconta Damiano Rizzi, Presidente di Fondazione Soleterre e Psicologo Clinico presso Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia.

L’esperienza del supporto psicologico di Fondazione Soleterre in emergenza Covid-19 è partita a Marzo 2020 presso Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, dove un team di 16 psicologi ha garantito assistenza psicologica a pazienti ricoverati, loro familiari e personale sanitario dei reparti coinvolti nella gestione dei casi Covid-19. Da Giugno 2020 il servizio è stato esteso alla popolazione delle province lombarde più colpite di Bergamo, Milano, Pavia e Lodi e da Ottobre 2020 in tutto il resto d’Italia grazie a una Rete Nazionale di psicologi e psicoterapeuti e oggi si rivolge a tutta la popolazione in difficoltà economica, emotiva e sociale a causa della pandemia.

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