Parla il Prof. Giovanni Di Perri, Responsabile Malattie Infettive Ospedale Amedeo di Savoia di Torino.

 

Seconda testimonianza della nuova edizione di A\Way Together, il progetto di Janssen – azienda farmaceutica del gruppo Johnson e Johnson.

 

Se non ci fossero mai stati i vacciniAvremmo sicuramente una mortalità infantile molto più alta e un rimodellamento demografico diverso rispetto a quello attuale” .

“Credo che lo spostamento delle priorità dell’attenzione scientifica e medica – quindi di tutte quelle proposizioni di prevenzione e terapia che facciamo sulle malattie – sarebbe diverso. Oggi ci concentriamo sul cardiovascolare, sul metabolico, sulle disfunzioni d’organo, sull’aspettanza di vita che vede, per esempio, il nostro paese nelle prime 10 posizioni: 83 anni e mezzo. Rischiamo di morire molto meno di una serie di malattie che abbiamo già prevenuto in età infantile con i vaccini e andiamo verso la prevenzione cardiovascolare, l’attenzione alla dieta, tutta una serie di misure che cento anni fa non facevano quasi minimamente parte del nostro quotidiano”.

 

 

 

Il Prof. Di Perri evidenzia che, in quest’ottica, le strutture ospedaliere stesse sono cambiate: “Cento anni fa, l’ospedale come quello in cui lavoro era diviso in padiglioni, per la difterite, per la poliomielite o altre malattie trasmissibili proprio per evitare i contagi crociati. Oggi quasi tutte queste malattie sono prevenibili con il vaccino. Purtroppo, anche nelle malattie infettive sono nati nuovi problemi negli ultimi 30 anni che, a vario titolo, vengono combattuti con vaccini, con farmaci, con atteggiamenti preventivi. È una lotta continua, c’è sempre un nuovo invasore. Siamo 8 miliardi, mentre eravamo 4 miliardi fino a 50 anni fa. C’è un rimodellamento ambientale, umano, comportamentale, tecnologico che indubbiamente ci porta sempre a nuove sfide”.

Il Prof. Di Perri si sofferma poi sull’introduzione dei vaccini nelle campagne di salute pubblica: I vaccini sono strumenti di prevenzione che fanno riferimento a quella che è la salute pubblica, la cui tutela è uno degli indicatori di civiltà. Poter contare su strumenti in più che sono capaci di prevenire specificamente determinate malattie fa parte dell’evoluzione e della valorizzazione della vita umana che non ha precedenti. Oggi l’uso dei vaccini fa parte della volontà di raggiungere obiettivi molto ambiziosi. Pensiamo alle malattie già eradicate o a quelle che sono in fase di eradicazione come, ad esempio, alla poliomelite che è stato un incubo della mia generazione. Io avevo pochi anni quando iniziò la distribuzione della vaccinazione e oggi siamo molto vicini a vedere il traguardo finale dell’eradicazione”.

 

 

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