L’insufficienza può portare a diabete gestionale e parti pretermine.

 

“Uno studio recente ha dimostrato che tanto nascere da una madre affetta da asma, quanto nascere da una madre carente di vitamina D in gravidanza, rappresentino per il nascituro fattori di rischio di sviluppare asma negli anni successivi”. Ad accendere un faro sulla relazione tra stato vitaminico della gestante e rischio del bambino di sviluppare asma è Francesco Vierucci, pediatra della Struttura complessa di Pediatria dell’Ospedale San Luca di Lucca. “Si è visto- continua il pediatra- che i soggetti nati da madri che hanno mantenuto tutta la gravidanza una condizione di sufficienza di vitamina D, effettivamente avevano una diminuzione del rischio di sviluppare asma sia a 3 anni che a 6 anni. Quindi la profilassi con vitamina D nelle gestanti è una vera e propria prevenzione primaria dell’asma molto importante”.

Vierucci approfondirà l’argomento nel corso di ‘Napule è… pediatria preventiva e sociale’. La tre giorni di eventi, dal 18 al 20 settembre, dedicati alla prevenzione, allergologia, dermatologia, nutrizione e gastroenterologia in età pediatrica, promossi dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) in live streaming sulla piattaforma digitale Health Polis, iDea Congress.

‘Novità sulla profilassi con vitamina D: dalla mamma all’adolescente’ sarà il titolo dell’intervento che il pediatra del San Luca terrà sabato 19 settembre insieme a Giuseppe Saggese, direttore responsabile di Ripps, la rivista ufficiale della SIPPS.

Insufficienti livelli vitaminici in gravidanza possono portare a un’ampia serie di problemi. “Recenti studi hanno suggerito che riscontrare una carenza di vitamina D nella gestante possa essere inteso come un marker di cattiva prognosi della gravidanza stessa- spiega ancora Vierucci- si può andare incontro a complicazioni come il diabete gestazionale, la nascita di un bambino di basso peso o anche pretermine”. Il pediatra ricorda, infatti, che “lo stato vitaminico del neonato è completamente dipendente e proporzionale a quello della mamma. Per cui una madre carente di vitamina D partorirà un bambino carente. E questo può dare problemi sia nelle prime epoche di vita, che poi andare ad influenzare negativamente tutti i processi dell’acquisizione della massa ossea”.

Stessa cosa per quanto riguarda l’allattamento. “Anche in questo caso la vitamina D serve per la promozione della salute ossea. Se, infatti, la donna non ha uno stato vitaminico adeguato è a rischio di una riduzione di massa ossea che non può recuperare – spiega l’esperto- Nella fase dell’allattamento il ruolo della vitamina D è duplice perché la profilassi deve essere somministrata alla madre, per la sua salute, ma anche direttamente al lattante. Tutti i bambini, indipendentemente dal tipo di allattamento, devono ricevere la vitamina D”, conclude il pediatra.

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