Secondo Fabrizio Pregliasco si può arrivare a riempire un terzo degli impianti.

 

Come è noto, nei giorni scorsi il governo ha deciso di consentire l’accesso agli impianti di Serie A ad un massimo di 1.000 persone. Ovviamente, il tutto nel massimo rispetto delle normative di sicurezza imposte dall’emergenza pandemia: tutti coloro che confluiranno allo stadio dovranno indossare la mascherina e verranno sottoposti alla misurazione della temperatura corporea.

Ma ovviamente il mondo del calcio si aspetta un prossimo decreto che consenta più spettatori, la richiesta ottimistica sarebbe del 40% rispetto alla capienza, quella pessimistica ma più sicura parla del 20% (che è la scelta fatta dalla Germania), la più scientificamente razionale sarebbe del 25-30%. Ma Alberto Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, si è dichiarato contro la riapertura degli stadi, citando le conseguenze drammatiche che ha avuto Atalanta-Valencia il 19 febbraio scorso e ricordando il pericoloso ruolo dei grandi eventi nella diffusione del coronavirus.

“Ma Atalanta-Valencia non è esempio valido, quella zona doveva già essere rossa ma fu lasciata open e il tutto si svolse senza alcuna norma di sicurezza, come se il virus del Covid-19 non esistesse. Quanto accaduto era inevitabile, ma se ci fossero stati controlli all’ingresso e all’uscita, se si fosse limitato al pubblico a un quarto della capienza dello stadio, se tutti avessero indossato la mascherina e si fosse attuato il distanziamento fisico ora di Atalanta-Valencia si parlerebbe in altro modo”, dice Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università di Milano.

“Invece, occorre ora verificare lo stress-test della riapertura delle scuole e quello relativo all’autunno quando compariranno altri virus, come quello dell’influenza. Questo sì potrebbe essere un motivo plausibile per essere ancora cauti, anche se dare l’ok a mille spettatori è già un test. Peraltro sbagliato, perché l’apertura al pubblico non può essere burocraticamente fissata in un numero fisso, ma tenere conto della capienza, del fatto che la struttura sia all’aperto o al chiuso, se l’organizzazione degli accessi e delle uscite evita assembramenti. Allora gli spettatori potrebbero anche già da ora essere più di mille se lo stadio a norma ne accoglie 40 mila: 8 mila potrebbero essere ammessi rischiando molto meno dei mille ammessi oggi in un palazzetto da 5 mila posti al massimo. Per fare un esempio. E parlo sempre di un quinto”.

Continua Pregliasco: “Occorre poi che i tifosi siano responsabili e che gli accessi siano equi e non solo per chi ha più disponibilità economiche. Il contingentamento dei posti deve garantire equità per l’accesso e sanzioni per chi non rispetta le norme di sicurezza. Chi sgarra sull’uso della mascherina, per esempio, può essere escluso dall’accesso una o due volte dopo”.

Ma allora nel prossimo decreto si potrebbe anche ipotizzare un numero maggiore di spettatori laddove la capienza lo consente?

“Deve parlare di percentuale rispetto alla capienza e non di numeri fissi validi per tutti”, risponde Pregliasco. Maria Rita Gismondo, virologa dell’università di Milano e responsabile del laboratorio dell’ospedale Sacco di Milano, aveva già espresso in passato la sua posizione che ribadisce: “Occorre basarsi sulla capienza in base ai posti a sedere veri, comunque mantenere vuoti i posti avanti, dietro e ai lati è una giusta garanzia di sicurezza. I calcoli spettano a chi gestisce queste strutture. Dare numeri limite come si è fatto ora è senza senso, i numeri vanno dati in base alle capienze. All’aperto poi il virus se presente è comunque più diluito nell’aria rispetto al chiuso”.

E aggiunge: “Io non capisco perché esistono tanti timori per riaprire al calcio e non si hanno nell’autorizzare uno spettacolo concertistico all’aperto”. E ancora Pregliasco: “O nell’aver fatto riaprire senza controlli le discoteche. Gismondo continua: “Le regole per la sicurezza, distanziamento e mascherine obbligatorie, valgono per uno stadio come per gli spettatori dell’opera. Fermo restando che le regole di accesso e di uscita contingentati sono più facilmente applicabili in uno stadio. Ovviamente occorre rigidità massima nell’applicazione delle regole. Non si possono concedere né indulgenze né deroghe di vario tipo”.

Quindi? Tirando le somme, il 25-30% rispetto alla capienza si può. E che gli spettatori-tifosi siano responsabili che se rispettano le regole possono finalmente tornare a vedere il calcio dal vivo

 

 

 

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