Calo delle donazioni a causa del Covid-19: rischio carenza di prodotti salvavita il prossimo anno.

 

Nell’ambito del progetto PRONTI (“PROgetto di partNership con i FarmacisTI”) promosso da CSL Behring, azienda biotecnologica impegnata da sempre nella ricerca e nella produzione di farmaci per le malattie rare, si è tenuto ieri l’evento ECM dal titolo “Malattie rare e farmaci plasmaderivati: il ruolo del farmacista del Servizio Sanitario Nazionale (SSN)“. Questa tappa del progetto, che approda nella regione Lazio, ha come obiettivo formare e informare i farmacisti ospedalieri focalizzando l’attenzione sulla complessa lavorazione ed il grande valore che hanno i farmaci plasmaderivati, soprattutto le immunoglobuline, anche nell’ambito delle malattie rare. Sono infatti decine di migliaia i pazienti ogni anno salvati da sangue e plasma, tra cui quelli affetti da malattie rare come talassemia, emofilia ed immunodeficienze. 

 

La condivisione di idee tra gli esperti presenti all’incontro virtuale ha evidenziato che esiste nel nostro Paese un problema di disponibilità degli emo- e plasmaderivati accentuato dalla pandemia da Covid-19. Inoltre, è necessario aumentare la consapevolezza del valore di questi farmaci tra le figure sanitarie che li gestiscono ma che non partecipano direttamente alle delicate, costose e lunghe fasi della loro lavorazione.

 

L’evento sui plasmaderivati e le malattie rare fa parte del progetto nazionale PRONTI. Questa puntata è stata dedicata ai colleghi del Lazio con un programma focalizzato agli emoderivati, la lavorazione e il fabbisogno di plasmaderivati e la procedura di acquisto secondo il codice degli appalti. L’occasione è stata un momento per fare anche il punto sull’esperienza dei farmacisti ospedalieri in epoca Covid e per sottolineare l’importanza del miglioramento della qualità dell’assistenza farmaceutica grazie alla cooperazione tra farmacisti, clinici e pazienti” ha dichiarato il Dottor Claudio Pisanelli, farmacista Area del Farmaco ASL Roma 1.

 

La SIFO, Società Italiana dei Farmacisti Ospedalieri molto attiva nel campo della formazione ed informazione, ha sposato il progetto: “L’attenzione alle malattie rare, e l’area scientifica sulle malattie rare di SIFO ne testimonia l’importanza, è un argomento fortemente sostenuto dalla nostra società scientifica in ogni tavolo istituzionale in collaborazione con le associazioni dei pazienti e dei cittadini” sottolinea il Dottor Arturo Cavaliere, Presidente Nazionale SIFO e direttore farmacia ospedaliera ASL Viterbo.

Come tutti gli eventi del progetto PRONTI, anche questo incontro ha evidenziato la centralità del farmacista del Servizio Sanitario Nazionale nel percorso di cura del paziente con malattie rare e del suo importante ruolo nell’acquisto dei farmaci emo e plasmaderivati e nelle gare qualità/prezzo che derivano da un lungo e articolato processo di lavorazione. 

Durante l’evento formativo c’è stata anche condivisione delle esperienze recenti di Real World come quella della Farmacia COVID, le tecniche per gestire le risorse in un periodo storico così inconsueto e le iniziative prese a favore dei pazienti fragili, specialmente quelli con diagnosi conclamata di malattia rara e conseguente implementazione della domiciliazione della dispensazione dei farmaci, la telemedicina, le misure di protezione e la collocazione in smart working di alcune figure professionali” dichiara la Dottoressa Roberta Pavan, dirigente farmacista Area del Farmaco ASL Roma 1.

 

La figura del farmacista del SSN è fondamentale per i pazienti con malattie rare per poter accedere alle terapie. Durante il periodo Covid abbiamo avuto una problematica generata dal fatto che le farmacie ospedaliere sono all’interno dei centri clinici e quindi di più difficile raggiungimento da parte dei pazienti. Abbiamo visto che in diversi casi sono stati organizzati sistemi di consegna dei farmaci e questo ci ha fatto molto piacere anche se questa modalità di consegna va implementata mantenendo inalterata l’elevata professionalità del farmacista ospedaliero” precisa Annalisa Scopinaro, presidente di UNIAMO

 

Il plasma, componente liquida del sangue, si può ottenere nel processo di raccolta dal donatore sia tramite separazione del sangue intero sia tramite procedure di aferesi produttiva. E’ la materia prima per la produzione, attraverso processi di separazione e frazionamento industriale, di medicinali plasmaderivati, alcuni dei quali rappresentano veri e propri farmaci salva-vita” spiega la Prof.ssa Marianna Cavazza, professore associato CERGAS SDA Bocconi.

La prima fase di lavorazione è costituita da: donazione, raccolta e stoccaggio della materia prima all’insegna della qualità. Il plasma raccolto viene inviato per la lavorazione in conto terzi ad imprese produttrici dopo una serie di passaggi e test di validazione e neutralizzazione di eventuali virus o batteri. Una filiera che dura tra i 7 e i 12 mesi con costi, secondo la PPTA-Europe, (associazione europea dei produttori di plasmaderivati) del 57-58% rispetto al prodotto finito” precisa Cavazza.

Con la pandemia da Covid-19 c’è stata una carenza consistente di donazioni e, infatti, dati recenti, riportati sul sito del centro nazionale sangue, riferiscono di un calo delle donazioni nei primi 6 mesi di quest’anno che potrebbe essere ancora più evidente tra nove mesi/un anno.

Tra le malattie rare che hanno come terapia le immunoglobuline rientra la CIDP: “La CIDP, polineuropatia cronica infiammatoria demielinizzante è una patologia rara che determina grave disabilità nei pazienti. Un campo della medicina che richiede una strettissima collaborazione tra clinici e farmacisti perché vi è una notevole ricerca in questo campo al fine di definire ancora oggi il protocollo di trattamento che sia il più efficace possibile” spiega il Prof. Vincenzo Di Lazzaro, Professore Ordinario di Neurologia presso Università Campus Bio-Medico di Roma.

 

Acquisto dei farmaci plasmaderivati e gare di qualità/prezzo – Nel corso del suo intervento il Dottor Luca Pani, Direttore della farmacia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, ha illustrato le fasi, le competenze e gli attori coinvolti nelle gare relative ai farmaci effettuate dalle stazioni appaltanti regionali, sottolineando la necessità di formazione e aggiornamento per tutte le professionalità coinvolte.

A tale proposito ha ricordato l’importanza del progetto nazionale che SIFO ha attivato nel 2016, il progetto SIFO-FARE, un progetto di formazione e ricerca ancora attivo che in questi anni ha formato farmacisti e provveditori con specifici corsi, convegni e con un master universitario realizzati in collaborazione con l’Università di Camerino, di Milano e la scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

Questa collaborazione consente di affrontare a 360 gradi il tema degli appalti e delle gare dei farmaci e dispositivi medici nel difficile compito di coniugare le esigenze economiche con la scelta di prodotti di qualità per garantire a tutti i cittadini un’assistenza farmaceutica all’insegna di efficacia, sicurezza, innovazione e sostenibilità.

 

 

Importanza della comunicazione in ambito malattie rare.

“Nella gestione della malattia cronica e della malattia rara il paziente chiede di avere dei punti di riferimento significativi. Non sono tanto le parole che trasmettono l’impegno dei sanitari per ottimizzare la cura ma è l’insieme degli atteggiamenti e la capacità complessiva di costruire partnership. Si richiede, pertanto, al farmacista e al medico che cura malattie croniche e malattie rare di avere competenze professionali di counselling e comunicazione. Gestire, quindi, quelle soft skills relazionali che permettono di cogliere le fragilità, di gestire la crisi, di comunicare in maniera empatica ed efficace una notizia di eventuale peggioramento o di complessità di gestione. Appare, pertanto, essenziale che questi aspetti della professionalità del medico e del farmacista diventino oggetto di momenti formativi sia durante il percorso di studi che nell’iter di aggiornamento continuo professionale” precisa il Dott. Raffaele Arigliani, Direttore Scientifico di Italian Medical Research S.r.L. (IMR – Scuola di Counselling, Benevento). 

 

In conclusione, il plasma è un bene preziosissimo la cui lavorazione ha un valore enorme sia in termini di costi che di tecnologie e di tempi ma soprattutto di unicità di prodotto. La lavorazione per ottenere i plasmaderivati è un processo complesso che merita maggiore attenzione soprattutto da parte delle figure sanitarie. 

Il progetto PRONTI con questa quinta tappa è riuscito a fornire variegate conoscenze in questo ambito per dare al farmacista del SSN un aiuto nella sua formazione e crescita continua.  

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