Datati 20.000 anni fa testimoniano il passaggio tra lupi e cani addomesticati nel paleolitico.

 

Nella Grotta Paglicci, sito archeologico in provincia di Foggia, sono stati ritrovati i resti di un cucciolo di cane in un antico insediamento umano risalente al paleolitico.

L’analisi molecolare delle ossa ha datato i resti a 20.000 anni fa, facendo del ritrovamento il più antico mai scoperto finora. Potrebbe dunque fare luce sugli albori del legame tra uomini e lupi, che, una volta addomesticati, si sono poi trasformati in cani.

Le ossa infatti sono più grandi di quelle di un cane e inoltre ci sono molari per strappare la carne che sono assenti nei canidi moderni. Dunque si tratta proprio di un cane primitivo.

Ancora non si conosce bene come i lupi siano diventati cani tramite l’interazione con l’uomo: si pensa che si siano avvicinati agli insediamenti paleolitici dapprima come “spazzini” degli avanzi lasciati e poi si siano aggregati agli uomini primitivi, che li avrebbero impiegati con successo nella caccia.

Dato che a mille chilometri di distanza, in Germania, sono stati ritrovati i resti di altri cani risalenti a 16.000 anni fa si ritiene che il processo di addomesticazione del cane si sia svolto contemporaneamente in tutta Europa all’epoca dell’ultima era glaciale, quando i mammiferi, uomo compreso, si spostarono più a sud alla ricerca di terre non coperte dai ghiacci.

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