Uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità rivela un allarmante calo in 15 anni delle ore dedicate a sport e movimento.

 

Ancora non ci siamo. Nonostante le raccomandazioni espresse in tutti i modi e in tutti i media, i ragazzi di tutto il mondo – nazioni povere o ricche – non fanno abbastanza attività fisica.

Anzi, complice la diffusione del divertimento digitale (e sedentario), il tempo medio dedicato al movimento è sempre meno. È infatti diminuito drasticamente in 15 anni, come riporta uno studio dell’OMS pubblicato su Lancet Child & Adolescent Health il 21 novembre.

Il confronto è stato fatto, Paese per Paese, su un milione e seicentomila ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, nel 20001 e poi nel 2016. Si è visto, dati alla mano, che in tutte le 146 nazioni oggetto dell’indagine, la percentuale di teenagers che non fanno abbastanza attività fisica – così come richiesto dalle linee guida dell’OMS cioè almeno un’ora al giorno di attività moderata o intensa – sono aumentati mediamente, raggiungendo l’81%.

Se si va avanti di questo passo non sarà possibile raggiungere l’obiettivo prefissato per il 2030 dall’OMS, e cioè di ridurre del 15% l’inattività e la sedentarietà dei giovani, pericolose anticamere di quelle che sono le epidemie del XXI secolo tra i giovani e non, vale a dire diabete e obesità. Con tutte le conseguenze che queste comportano.

I livelli maggiori di inattività si registrano nella Corea del Sud, patria della tecnologia digitale, con oltre il 97% degli adolescenti che non raggiungono le linee guida OMS.

L’Italia, con il suo 87% (nel 2001 era all’86%), si piazza tra le peggiori in Europa, surclassata da Spagna (77%) e Grecia (83%). I dati sono stati ricavati tramite un questionario sottoposto ai ragazzi in cui si chiedeva di elencare le proprie attività fisiche e il tempo quotidiano a loro dedicate.

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